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Due avvocati di Zurigo, David Gibor e Tomas Poledna, hanno presentato ricorso alla Corte federale elvetica contro il referendum del 9 febbraio 2014 che prevede l’imposizione di quote fisse per gli immigrati, per quanto il paese faccia parte dell’area Shengen ed abbia al principio della libera circolazione delle persone.
In particolare i due avvocati se la sono presa con la pubblicità che il partito Unione democratica di centro ha utilizzato per la campagna pro-referendaria, cioè manifesti con lo slogan razzista “i kosovari pugnalano gli svizzeri”, per cui, come ha spiegato Gibor, “Chi raccoglie voti facendo uso di discriminazioni razziali corrompe la democrazia diretta e viola legge in maniera fondamentale”. La frase è oggi oggetto di una denuncia penale nei confronti dell’Udc e si rifà ad uno specifico (e isolato) fatto di cronaca che ha destato scalpore nel paese,
A giorni il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker incontrerà a Bruxelles la presidente svizzera Simonetta Sommaruga per trattare proprio il problema delle quote di immigrati, alla quali la Ue si oppone decisamente.
Il “sì” al referendum ha vinto con il 50,3%.

