TMNews, 30 lug 12 –
Dopo una lunga trattativa, un accordo è stato raggiunto nella notte tra ieri e oggi nella regione autonoma tagika del Gorno-Badakhshan, dove la scorsa settimana ci sono stati sanguinosi combattimenti. Secondo quanto scrive oggi l’agenzia di stampa Interfax, i militanti stanno deponendo le armi. “L’accordo è stato raggiunto nella notte, dopo che ai militanti è stato prospettato l’avvio della seconda fase dell’operazione di polizia per la mattina”, ha detto una fonte del governo di Dushanbe. Le forze di sicurezza tagike hanno avviato la loro operazione nella zona di Khorog, centro amministrativo della provincia autonoma, il 24 luglio.
Incerto il bilancio delle vittime. Secondo le fonti ufficiali sono morti 17 poliziotti, un civile e una trentina di militanti. Le forze regolari si sono mosse per catturare Tolib Aembekov, un ex capo miliziano dei tempi della guerra civile, accusato da Dushanbe di essere dietro l’uccisione tre giorni prima del generale dei servizi di sicurezza Abdullo Nazarov. Non è chiaro quale sia la sua sorte. Il Gorno-Badakshan è una provincia autonoma sull’altipiano del Pamir, un territorio remoto solcato da un’unica grande via di comunicazione. E’ abitato per lo più da pamiri e, con la frantumazione dell’Unione sovietica, quando il Tagikistan fu precipitato nella guerra civile, cercò una sua propria indipendenza ma non riuscì a ottenerla. Nella parte orientale del Tagikistan, il più povero dei paesi dell’Asia centrale soggetto a costante instabilità, tra l’estate del 2010 e l’inizio del 2011 ci sono stati diversi conflitti con ex capi militari d’opposizione dei tempi della guerra civile. I morti sono stati un centinaio, di cui 40 poliziotti.

