Notizie Geopolitiche –
Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto briscola un’altra volta: incontrando a Novo Ogarevo, nei pressi di Mosca, l’omologo tagiko Emomali Rakhmon, ha ottenuto la possibilità di prolungare la permanenza e di incrementare la base russa in Tagikistan, già forte di 5mila uomini, cosa che avverrà in tempi brevi per contribuire con il paese euro-asiatico negli sforzi logistici per la fase di ritiro delle truppe alleate dall’Afghanistan e quindi per il cosiddett “dopo”.
Le trattative sono state lunghe e tutt’altro che facili, ma alla fine Putin ha potuto dichiarare con soddisfazione che “la Russia ha completato le formalità relative e il Tagikistan farà presto la stessa cosa: abbiamo un’intesa generale che la realizzazione di questo importante documento potrà entrare in vigore in un vicino futuro”.
Da parte sua Rakhmon, che ha comunque fatto sapere che il trattato dovrà essere vagliato dal parlamento il prossimo autunno, ha spiegato che “il nostro atteggiamento sulla questione è stato il più serio possibile e abbiamo determinato di rispettare i nostri impegni. (…) Di conseguenza con la soluzione di diversi problemi relativi alla base e con il ritorno dei parlamentari dalle vacanze, la questione verrà risolta questa primavera”.
Il disimpegno degli alleati dall’Afghanistan aprirà la partita dell’Asia centrale, in quanto un po’ tutti, dalla Russia alla Cina agli Stati Uniti, cercheranno spazi per dislocare le proprie basi militari e quindi dar vita a territori di influenza.
Come ha spiegato il ministro russo della Difesa Sergei Shoigu, la Russia si impegnerà ad equipaggiare ed a addestrare i militari tagiki, mentre il costo dell’operazione, che si protrarrà fino al 2025, sarà di 200 milioni di dollari.
Inoltre il Tagikistan verrà aiutato nella costruzione di una colossale centrale idroelettrica, dal momento che il paese con capitale Dushanbe è assai povero di idrocarburi.
Altro tema discusso dai due è la questione dell’immigrazione dei tagiki in Russia: Putin ha affermato che “le rimesse degli emigrati tagiki residenti in Russia sono essenziali per sostenere e sviluppare l’economia tagika, di conseguenza abbiamo discusso della nostra cooperazione sui temi dell’immigrazione e abbiamo concordato una congiunta e rapida soluzione dei problemi che emergono”.

