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Giornata storica oggi per Taiwan (Formosa), ovvero la Repubblica di Cina con capitale Taipei, e la Repubblica popolare cinese, con capitale Pechino: per la prima volta dal 1949 due diplomatici dei due paesi si sono incontrati in modo ufficiale, aprendo così una crepa nel muro che separa l’isola dal continente, dove teoricamente entrambi i paesi reclamano l’uno la sovranità sull’altro.
Così oggi Wang Yu-chi, alto funzionario taiwanese incaricato delle relazioni con la Cina continentale è arrivato a Nanchino per incontrare il suo omologo Zhang Zhijun, responsabile dell’Ufficio cinese per gli affari taiwanesi.
In seguito alla proclamazione, nel maggio 1949, della Repubblica Popolare Cinese da parte di Mao Tse-tung, Chiang Kai-shek fuggì a Taiwan, portando con sé le riserve auree del paese e quel che restava dell’aviazione e della marina. Il Kuomintang continuò il suo operato a Taiwan, considerandosi l’unico governo legittimo della Cina. Nel frattempo i comunisti della Repubblica Popolare Cinese si proclamarono i successori della Repubblica di Cina su tutto il paese, dichiarando illegittimo il governo nazionalista taiwanese.
Non riconosciuto ne’ dalla Cina, ne’ dagli altri membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, nonché dal Canada e dagli altri Paesi dell’Unione europea, Taiwan intrattiene tuttavia con essi rapporti di collaborazione e di commercio (solitamente con un ufficio di rappresentanza facente funzioni di ambasciata); è riconosciuta da 23 Paesi in tutto il mondo, tra cui il Vaticano.

