di Emanuele Pompei –

Un commando di miliziani si è infiltrato nella base anglo-americana di Camp Bastion, nella provincia di Helmand, sud dell’Afghanistan, che al momento attuale ospita anche il principe Harry, in qualità di ufficiale del 662° Squadron della Royal Air Force e pilota di elicotteri d’attacco WAH – 64D Apache.

L’assalto è avvenuto dopo una dichiarazione di vendetta dei talebani, relativa ad un film amatoriale “L’innocenza dei Musulmani”, biografico sulla figura di Maometto e diffuso su You Tube, che sta infiammando non solo l’Afghanistan, ma anche il mondo arabo poiché giudicato denigratorio ed ingiurioso verso il profeta; va ricordato che nel corano è fatto divieto di rappresentare sia Allah che il profeta con figure o immagini d’alcun genere poiché ciò sarebbe un atto d’idolatria e, a questo, si aggiungerebbe “secondo alcuni” l’aggravante d’una scena in cui il profeta ha rapporti intimi con la sua prima moglie.

I talebani avevano anche comunicato in messaggi successivi l’intenzione di voler catturare o uccidere il principe Herry.

Tutto ha avuto inizio dopo le 22:00 di venerdì quando il commando ben coordinato e costituito da circa quindici miliziani, divisi in tre gruppi e travestiti da soldati dell’U.S. Army, armati con armi leggere, lanciarazzi e giubbotti esplosivi, sono penetrati all’interno della struttura da un lato della recinzione poco sorvegliato, dirigendosi poi verso il campo d’aviazione dove hanno distrutto 6 aerei d’attacco a decollo verticale Harrier AV-8B e danneggiati altri due, apportando gravi danni anche alcune strutture per il rifornimento.

Il bilancio delle vittime tra il contingente NATO è stato di nove feriti, 8 militari ed un civile a cui si aggiungono 2 marines statunitensi caduti. Secondo il San Diego Union-Tribune, 14 dei quindici Talebani infiltratisi nella base sarebbero stati uccisi, mentre ci sarebbe un prigioniero. Ogni modo la situazione è ancora confusa e si attende una conferma ufficiale dell’ISAF, in merito.

L’Isaf, dopo quanto accaduto, ricorda che quella di venerdì notte non è la prima volta che miliziani, prendono di mira aerei della Nato: il mese scorso un razzo ha colpito un aereo cargo C-17 dell’Usaf assegnato a portare il Generale Martin Dempsey, Capo di stato maggiore congiunto, per il suo sopralluogo in Afghanistan; nell’attacco 2 tecnici sono rimasti feriti, mentre nel 2005 all’aeroporto di Kandahar sono stati coinvolti nell’esplosione sempre di un razzo due Harrier inglesi, uno distrutto l’altro danneggiato.

In merito all’uso delle uniformi Bdu americane da parte dei guerriglieri, volto a confondere i soldati Isaf, in tutto il 2010 ci sono stati vari attacchi del genere, tanto che in una direttiva il Pentagono impone di trattare le divise come materiali “sensibili” e ne impedisce il trasporto via terra.

Anche se l’ Isaf minimizza l’accaduto, dicendo che l’operatività e le capacità della base non sono state intaccate, resta difficile crederlo poiché dei 10 Harrier dello Squadron 211° dei marines con base Yuma in Arizona distaccati a Camp Bastion, in grado di volare ne rimangono solamente 2! Le perdite di venerdì “quantificabili in 160 – 180 milioni di dollari” saranno sentite dall’U.S. Marines corps, che dovrà attendere di vedere il dispiegamento degli F-35B (speciale versione “STVOL” dell’F-35 dedicata a sostituire gli Harrier). La Nato comunque rassicura tutti, sul fatto che il principe Herry non ha mai corso alcun pericolo.