di Giuseppe De Santis

I problemi politici della Tanzania, scaturiti in parte dalle derive autoritarie del suo presidente, sembrano non aver avuto effetti negativi sulla sua economia, che è tra le migliori dell’Africa.

Le sue riserve di valuta estera, che nel 2025 erano pari a 6,3 miliardi di dollari, nel 2028 sono destinate a salire a 7,9 miliardi di dollari. Questo è importante perché significa che il rischio di una crisi valutaria è estremamente basso. A ciò si accompagna il fatto che la banca centrale della Tanzania detiene riserve auree per 2,4 miliardi di dollari.

Altre notizie positive riguardano il deficit di bilancio, che dovrebbe rimanere al 3%, e il debito pubblico, che dovrebbe scendere dal 49,8% del 2025 al 46,2% nel 2028.

Per quanto riguarda la crescita economica, si prevede che la Tanzania nel 2026 crescerà del 5,8%, per poi salire al 6,1% nel 2027 e nel 2028, grazie agli investimenti pubblici, al turismo, all’espansione del settore minerario e al ruolo di polo logistico per l’Africa orientale.

Questi dati positivi non sono passati inosservati alle società di rating e una di esse, Fitch, ha deciso di migliorare il rating della Tanzania, assegnandole un B+ e portando l’outlook da stabile a positivo.

Questo rating, migliore di quello di Uganda e Ruanda, permetterà alla Tanzania di pagare meno interessi sul debito e di attrarre maggiori investimenti, con ricadute positive per il futuro.