di Guido Keller –

Ancora un’azione terroristica in Francia, a Nizza, dove ieri sera un camion si è scagliato sulla folla della Promenade des Anglais, gremita per i fuochi d’artificio per i festeggiamenti del 14 luglio: la zona era chiusa al traffico, ma, come ha testimoniato un giornalista del quotidiano Nice-matin, che si trovava sul posto, chi guidava il mezzo “sterzava di continuo, per colpire più persone possibile, proprio come fossero dei birilli”.

L’uomo, un franco-tunisino di 31 anni, si è scagliato sulla folla ad 80 chilometri orari proseguendo per quasi 3 chilometri prima di essere freddato dagli agenti. Le vittime sono 84, tra i quali molti bambini, mentre i feriti sono 150. Diversi gli stranieri: il premier belga parla di una ventina di concittadini coinvolti nella strage, la Farnesina sta facendo i dovuti controlli e fonti giornalistiche hanno parlato di una coppia di italiani, Angelo D’Agostino e Gianna Muset, ancora dispersa, come pure altri tre italiani.

Il presidente francese ha portato il livello di allerta al massimo e ha annunciato il coinvolgimento dei riservisti nell’operazione Sentinel.

L’attentatore era noto alle forze dell’ordine “per violenze, uso di armi, ma nessun fatto legato al terrorismo”, ha fatto sapere la Procura, e nel camion è stata trovata la sua patente, per cui l’uomo è già stato identificato come Mohamed Lahouaiej Bouhlel, di Susa (Tunisia), la città della strage del giugno 2015 operata da Saifeddine Rezgui (38 morti, quasi tutti turisti stranieri).

Da settimane i servizi segreti parlavano di un possibile attentato, a dire il vero dato come possibile in occasione degli Europei di calcio, ed il capo dell’intelligence, Patrick Calvar, aveva indicato in occasione di un’udienza a porte chiuse al Parlamento di un ipotetico cambio di tecnica negli attacchi terroristici, “forse con autobomba”.

Tuttavia il killer ha investito la folla, e tornano in mente le parole pronunciate in due messaggi audio risalenti al novembre 2014 del “Califfo” Abu Bakr al-Baghdadi e soprattutto del portavoce dell’Isis Abu Muhammad al-Adnani: il primo raccomandava ai “lupi solitari” e alle “cellule in sonno” di colpire e di portare il terrore in occidente, mentre il secondo aveva detto in un suo messaggio che “Se non riuscite a trovare una bomba o un proiettile… usate la vostra auto e investiteli”.