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In un attentato compiuto con un’autobomba sull’isola turistica di Koh Samui, in Thailandia, sono rimasti feriti sei abitanti del posto, mentre una bambina italiana di 12 anni è scampata all’esplosione per poco.
La deflagrazione è avvenuta nel parcheggio di un centro commerciale molto frequentato da turisti, il “Central Festival”, non distante dalla vicino spiaggia turistica di Chaweng, ed è avvenuta alle 23.30 ora locale.
La Farnesina, che ha confermato il coinvolgimento della bambina italiana, ha comunicato che la stessa sta bene e che è già rientrata a casa, dopo un breve controllo.
Non è stato ancora accertato chi vi sia dietro il gesto, ma la polizia ritiene che possano esservi gli islamici di una delle tre provincie instabili del sud. In realtà nel paese la tensione è palpabile fin da quando il 7 maggio dello scorso anno un golpe ha deposto il premier Yingluck Shinawatra, ritenuta colpevole di abuso di potere in quanto al momento del suo insediamento, avvenuto nel 2011, aveva provveduto a far trasferire Thawil Pliensri, ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale, da lei ritenuto “scomodo”. In realtà la figura di Yingluck Shinawatra, prima donna a ricoprire il ruolo di premier e di ministro della Difesa, è stata contestata in quanto sospettata di essere la longa manus del fratello, il controverso magnate Thaksin Shinawatra, a sua volta primo ministro dal 2001 al 2006, quando fu destituito con un colpo di Stato militare e che oggi vive in esilio negli Emirati Arabi Uniti; la sorella aveva tentato di far passare una legge, poi ritirata fra le proteste della popolazione, che avrebbe proclamato un’amnistia e quindi permesso a Thaksin Shinawatra di rientrare senza essere perseguito per la sua condanna di corruzione.
A reggere il paese oggi è il generale Prayuth Chan-ocha, il quale ha guidato il colpo di stato del 22 maggio 2014, il 12mo della storia recente della Thailandia.

