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Dopo la proclamazione di ieri della legge marziale a causa dei continui disordini, l’esercito della Thailandia, al cui capo vi è il generale Prayuth Chan-ocha, ha convocato una riunione fra le fazioni rivali alla quale prendono parte i responsabili dei partiti al potere e dell’opposizione, così come i rappresentanti degli attivisti dei due campi e i presidenti di Senato e Commissione elettorale. Al governo transitorio presieduto da Niwattumrong Boonsongpaisan, in carica dopo la destituzione del premier Yingluck Shinawatra, ritenuta colpevole di abuso di potere, è stato vietato l’utilizzo dei propri uffici.
Al momento non si tratterebbe comunque di un colpo di Stato, bensì di un tentativo da parte dei militari di far discutere le diverse fazioni, responsabili, oltre che della grave crisi economica, anche dei continui scontri che hanno provocato già 28 morti in 6 mesi.

