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E’ stata aperta un’inchiesta per corruzione nei confronti dell’ex premier della Thailandia, Yinglick Shinawatra: le accuse mosse dall’attuale governo nei confronti della donna riguardano un programma di finanziamenti dell’amministrazione precedente che si è rivelato un pesante danno economico per il paese a causa dell’alto tasso di corruzione presente nella società tailandese a partire dai vertici.
A reggere il paese oggi è il generale Prayuth Chan-ocha, il quale ha guidato il colpo di stato del 22 maggio 2014, il 12mo della storia recente della Thailandia.
Ad allontanare Shinawatra, che è stata la prima donna a ricoprire il ruolo di premier e di ministro della Difesa, è stata la Corte costituzionale, la quale l’ha ritenuta colpevole di abuso di potere in quanto al momento del suo insediamento, avvenuto nel 2011, aveva provveduto a far trasferire in quanto “scomodo” Thawil Pliensri, ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale.
In realtà attorno al premier gravavano molte critiche in quanto sospettata di essere la longa manus del fratello, il controverso magnate Thaksin Shinawatra, a sua volta Primo ministro dal 2001 al 2006, quando fu destituito con un colpo di Stato militare e che oggi vive in esilio negli Emirati Arabi Uniti.
Nel novembre 2013 a far scattare la rabbia popolare vi era stata una proposta di legge, poi ritirata, che avrebbe proclamato un’amnistia e quindi permesso a Thaksin Shinawatra di rientrare senza essere perseguito per la sua condanna di corruzione.

