di Valentino De Bernardis –

Settimana densa di avvenimenti nella vita politica togolese. Martedì 24 febbraio il consiglio dei ministri riunito a Pya ha ufficializzato tramite decreto la data per le prossime elezioni presidenziali: mercoledì 15 aprile.

La convocazione del corpo elettorale segue la proposta della Commissione proposta della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), dopo l’esame della Corte Costituzionale. Nella riunione di Pya sono stati approvati anche altri due decreti relativi alle elezioni: il primo fissa a 20 milioni di FCFA (30.489,80 euro) l’ammontare deposito cauzionale da versare da ciascun candidato a questo scrutinio; il secondo stabilisce a 600 milioni di FCFA l’importo totale del finanziamento pubblico per questa tornata elettorale.

Il giorno seguente l’ufficialità della data il partito di maggioranza Unione per la Repubblica (UNIR) si è riunito al Palazzo del Congresso di Kara per quello che è stato il suo primo congresso. Nell’occasione oltre a tracciare le linee guida del partito, i settecento delegati hanno deciso di sostenere la candidatura del presidente della repubblica uscente Faure Essozimna Gnassingbé per un terzo mandato. L’appoggio a Gnassingbé ha trovato però qualche voce critica da parte della componente giovanile del partito, che ha espresso l’auspicio di un maggiore impegno del loro candidato, una volta rieletto, a favore delle politiche giovanili.

Sebbene la rielezione di Gnassingbé non dovrebbe trovare ostacoli insormontabili nella moltitudine degli sfidanti, quelli più pericolosi rimangono Jean-Pierre Fabre dell’ANC (Alleanza Nazionale per il Cambiamento) che corre per il raggruppamento dei partiti d’opposizione CAP 2015, Alberto Olympio, nipote del primo presidente del Togo e presidente del Partito dei Togolesi, Gerry Tamaa del NET (Nuovo Impegno Togolese) e Aimé Tchaboré Gogué de l’ADDI (Alleanza delle Democrazie per uno Sviluppo Integrale).

Se ad oggi a preoccupare non è il normale svolgimento dell’appuntamento elettorale del 15 aprile, a mettere apprensione sono i possibili scontri di piazza che ne potranno seguire, come quelli che nel 2005, al tempo della prima elezione di Gnassingbé causarono la morte di 400 persone. Solamente un atteggiamento di enorme maturità politico-sociale delle opposizioni, qualora si dovessimo trovare di fronte ad evidenti brogli elettorali, può evitare un nuovo bagno di sangue.

@debernardisv