di Belkassem Yassine –
Si è tenuto nei giorni scorsi a Tunisi il Social Forum mondiale 2015, presso il Campus Farhat Hached El Manar: l’evento è arrivato una decina di giorni dopo il drammatico attacco al Museo del Bardo, per cui la tensione era ancora palpabile: aprendo i lavori gli organizzatori hanno spiegato delle difficoltà organizzative dovute alla comprensibile rigidità dei controlli, per cui i camion con tutte le attrezzature per le traduzioni e per la costruzione degli stand, si sono visti impedire dalle forze dell’ordine per ragioni di sicurezza, Tra l’altro due settimane prima dell’inizio della manifestazione il sito web del Forum è stato oggetto di un attacco di hacker.
Tuttavia la volontà di tornare alla normalità e soprattutto di dimostrare la determinazione dei tunisini di andare avanti e di porsi contro il terrorismo ha permesso di continuare nell’organizzazione del Social Forum, al quale sono arrivati delegati di 120 paesi, organizzazioni non governative e associazioni, per un totale di 70mila persone.
Si è trattato di una quattro giorni di seminari, convegni ed eventi culturali organizzati presso gli stand dei vari paesi, secondo il motto “Popoli di tutto il mondo uniti per la libertà, l’uguaglianza, la giustizia sociale e la pace. In solidarietà con il popolo tunisino e tutte le vittime del terrorismo, contro ogni forma di oppressione”.
I temi trattati non sono stati limitati alla giustizia fiscale e sociale, bensì hanno interessato svariati campi. Come l’ambiente, i mutamenti climatici, per cui sono state ideate manifestazioni e mobilitazioni in diversi paesi dei vari continenti per poi giungere in dicembre a Parigi sotto forma di contro-summit dei popoli. L’assemblea dell’Acqua e della Terra, che ha continuato la riflessione del FSM Dakar 2011 e che ha elaborato una dichiarazione dettagliata dove l’acqua e la terra sono considerati beni pubblici e non merci.
In materia di migrazioni è emersa la necessità che l’Ue modifichi il sistema di accoglienza dei profughi; per i diritti e la dignità nel Maghreb è stato istituito il comitato di sostegno studentesco e giovanile internazionale.
E’ stato stabilito che si terrà in Marocco il primo congresso del tavolo comune che raccoglie 98 associazioni, sindacati e organizzazioni giovanili di Asia, Africa, Europa e America che si pone fra gli obiettivi la proposta dell’autonomia locale del Sahara nell’ambito dell’unità marocchina e maghrebina, come pure la riattivazione dell’Unione del Maghreb Arabo (Uma).
L’assemblea dei media liberi chiesto un’informazione che tenga in considerazione anche le istanze dei movimenti sociali, mentre lo step del Forum Parlamentare Mondiale, i cui relatori erano deputato di Marocco, India ed Algeria, ha prodotto cinque mozioni sui temi del debito, delle multinazionali e del rispetto dei diritti umani, della pace, delle politiche migratorie e del tema del reddito minimo sociale.
Trattato anche il tema della questione palestinese, alla luce della recente vittoria del Likud.
Purtroppo vi sono stati momenti di tensione dovuti all’ostruzionismo da parte degli attivisti algerini nei confronti delle iniziative delle associazioni marocchine, specie quando sono stati toccati temi sotto gli occhi di tutti, come negazione dei diritti umani in alcune zone dell’Algeria e la presenza nell’area di organizzazioni e gruppi armati non statali come il Polisario, il Mujao, Aqmi, Isis e Boko Haram in Nigeria.
La partecipazione algerina al Forum è stata ampia, di 1.200 persone (solo alcune decine registrate fino a pochi giorni prima dell’evento), ma diversi facinorosi hanno disturbato le attività delle ong marocchine, e delle varie associazioni,
Gli step presentati al tavolo degli attivisti marocchini si sono espressi con la condanna e la lotta contro le minacce terroristiche e contro i gruppi armati criminali provenienti dai campi di Tindouf e dal sud algerino, la denuncia dello sfruttamento e del reclutamento dei bambini-soldato da parte dei movimenti armati, il conflitto storico tra Algeria e Marocco sulla questione del Sahara marocchino.
Hanno partecipato fra le varie associazioni del Marocco Ueps (giovani e studenti), Laayoune, Dakhla e Boujdour (Sahara), l’Associazione dei Marocchini Vittime dell’Espulsione Arbitraria dall’Algeria (Amveaa), la Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (Racmi), il Consiglio delle Relazioni Islamiche Italiane (Ccrii), l’Associazione Nuovo Orizzonte.

