di Ismahan Hassen –

A differenza di quanto riportato dai primissimi risultati resi noti nelle ore immediatamente successive alla chiusura dei seggi elettorali in Tunisia, lo scorso 23 novembre, lo scarto di voti registrato tra Beji Caid Essebsi (leader del partito Nidaa Tounes, uscito vincitore dalle elezioni legislative dello scorso 26 ottobre) e Moncef Marzouki (leader del partito del Congresso per la Repubblica e attuale presidente uscente della Tunisia) è stato significativamente ridotto, a seguito dell’annuncio dei voti raccolti rispettivamente dall’una e l’altra parte. Il secondo turno delle elezioni presidenziali, che si terrà il mese prossimo, sembra infatti già essere stretto nella morsa dei 200mila voti appena, che separano i due candidati, mentre si comincia ad osservare con attenzione la specificità delle regioni in cui l’uno o l’altro hanno raccolto maggiori consensi.

A proposito di tale aspetto, ciò che sembra infatti emergere è il dato per cui Moncef Marzouki avrebbe trovato maggiore sostegno nelle regioni del sud del paese, mentre Beji Caid Essebsi avrebbe riportato un più ampio consenso, risultando così provvisoriamente in testa, in quasi tutte le circoscrizioni del nord e del centro della Tunisia.

In questo stesso contesto, un altro dato che sembra venir fuori ribaltando le convinzioni iniziali, è quello per cui Hachemi Hamdi (leader di El Aridha Populaire), avrebbe sorpreso l’intera opinione pubblica, riuscendo a strappare voti a Slim Riahi, ricco uomo di affari tunisino, e a piazzarsi al quarto posto nella “top five” delle preferenze elettorali espresse dai tunisini, preceduto da Hamma Hammami, leader del Fronte Popolare.

Il quadro elettorale così delineato fino ad ora, in attesa del secondo turno elettorale, sarebbe così il seguente:

1-Beji Caid Essebsi: 1.289.384 voti

2-Marzouki: 1.092.418 voti

3-Hamma Hammami: 655.529 voti

4-Hashemi Hamdi: 187.923 voti

5-Slim Riahi: 181407 voti