di Enrico Oliari –

E’ ormai tensione alta in Tunisia, dove uno dei gruppi più integralisti, Ansar al-Sharia, ha apertamente minacciato il governo di Tunisi dopo che il ministro dell’Interno, Lotfi Ben Jeddou, ha vietato il raduno salafita previsto per oggi a Kairouan, ha disposto la presenza delle Forze di sicurezza alle porte della città (si parla di 11mila militari) con tanto di mezzi blindati ed ha attivato il coprifuoco. Al momento Ansar al-Sharia, che si riconosce in Abu Ayadh al-Tunisi, ha comunicato di aver rinunciato al proposito di manifestare e di radunarsi a Kairouan, ma già dal mattino di ieri diverse decine di salafiti sono giunte nella città, anche perché uno dei responsabili del movimento integralista, l’ex miliziano di al-Qaeda, Saif Allah Bin Hussein, aveva comunicato attraverso Facebook invitando i militanti a sfidare il divieto del governo e a raggiungere la città: “Consigliamo ai nostri fratelli che vengono a Kairouan – ha scritto Bin Hussein sul social network  – di viaggiare in gruppi e non divisi perché gli agenti del tiranno stanno bloccando tutte le strade principali, mostrando le loro armi in modo provocatorio”.  A quanto si è appreso, il portavoce del movimento, Seifeddine Rais, è stato tratto agli arresti, per cui gruppi di salafiti si sono diretti in altre località, provocando duri scontri. In un sobborgo di Tunisi, la Cité Ettadhamen, un giovane salafita di nome Jilani Laajimi, originario di Kebili, ha perso la vita scontrandosi con le Forze dell’ordine.

Anche il partito salafita riconosciuto Hibz Ettahrir ha invitato ieri Ansar al-Sharia a desistere dall’intenzione di portare avanti la manifestazione di Kairouan e di rinunciare alle violenze, tentativo di placare le acque dopo che settimana scorsa il leader del gruppo estremista ha minacciato di scatenare una ‘guerra santa’ contro il governo guidato dal partito islamico moderato Ennahda, accusandolo di aver tradito l’Islam.

La diramazione libica di Ansar al-Sharia è ritenuta responsabile dell’attentato di Bengasi costato la vita all’ambasciatore americano Chris Stevens ed immediatamente dopo l’attentato dell’11 settembre scorso voci hanno dato la presenza di militanti del gruppo rifugiatisi nella cittadina tunisina di Ben Guardane; oggi l’ambasciata Usa a Tunisi è stata allertata ed ha invitato i cittadini del proprio paese a prestare la massima prudenza.