di Esmehemn Hassen –

Risale al 6 agosto scorso la decisione presa da Mustafa Ben Jaafar, Presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente tunisina (ANC), di sospenderne le attività in seguito al crescente numero di membri dell’opposizione che avevano cominciato a ritirarsi dal 25 Luglio 2013, giorno in cui è stato assassinato l’esponente del Fronte Popolare, Mohamed Brahmi.

Da questa decisione sono trascorse ormai cinque settimane che hanno visto i lavori dell’ANC totalmente fermi, quando lunedì 2 settembre sulle frequenze di Radio Mosaique, Walid Bennani, esponente di Ennahda e membro dell’ANC, ha annunciato che oggi il suo partito avrà un primo incontro con tutti rappresentanti dell’ANC per discutere sulle misure da utilizzare per fare pressioni su Mustapha Ben Jaafar per mettere in atto la ripresa dei lavori dell’Assemblea .

Nel corso dell’intervista concessa a Mosaique FM , Bennani ha presentato alcune delle modalità possibili, per i membri Ennahdha, per poter fare in modo che  le attività dell’ANC vengano immediatamente riprese.

Bennani ha così parlato della possibilità di organizzare una marcia di fronte all’ufficio di Ben Jaafar , o forse un sit-in, dando al Presidente un ultimatum con un termine per annunciare la ripresa del ruolo dell’ANC.

A queste parole di Bennani, un altro membro di Ennahda, Jamel Bouajaja, ha aggiunto che in caso di mancato successo di tutte queste iniziative, il partito si rivolgerà al giudice, facendo circolare anche una petizione per chiedere il ritiro della fiducia a Ben Jaafar.

In questa situazione, attraverso un comunicato stampa emesso dal partito Ettakatol ( a cui appartiene Ben Jaafar), egli stesso ha dichiarato che sospendere l’ANC era nell’interesse della nazione, in risposta alle tensioni politiche che stavano spaccando il Paese.

Nel comunicato, Ben Jaafar ha ringraziato inoltre anche l’UGTT (Union générale tunisienne du travail) e l’unione di UTICA (Union Tunisienne de l’Industrie, du Commerce et de l’Artisanat) per il loro ruolo nella costruzione di un dialogo nazionale di primo piano.

Secondo quanto riportato dalla dichiarazione, proprio Mustafa Ben Jafaar oggi parlerà al popolo tunisino , si presume in relazione alla situazione di stallo in cui il Paese sta, ad oggi, vivendo.