Adnkronos/Aki, 14 ott 11 –
Una candidatura che “infrange tabu’ e idee ormai superate” e un modo per “far conoscere alla maggioranza il pensiero di una minoranza”. E’ cosi’ che l’ebreo tunisino Gilles Jacob Lellouch definisce la sua decisione di candidarsi alle elezioni dell’Assemblea costituente, che si svolgeranno il 23 ottobre. “Mi candido a queste elezioni con l’Unione popolare repubblicana”, spiega Lellouch ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL. “Sono tunisino al 100% e ho diritto a candidarmi a prescindere dalla mia appartenenza religiosa”, ha aggiunto, ricordando che la sua campagna elettorale sta procedendo senza problemi e che nei suoi contatti con i cittadini non incontra alcuna difficolta’. Lellouch, che si candida per la citta’ costiera di La Goletta, vicino Tunisi, ha detto che la sua intenzione non e’ quella di rappresentare gli interessi di una comunita’ in particolare, ma quelli di tutti i tunisini. “La mia candidatura con l’Unione popolare repubblicana mira a infrangere idee ormai superate, come quella che le minoranze non hanno diritto a partecipare alla cosa pubblica e alla vita politica”, dice. “Gli ebrei sono una minoranza, e questo e’ certo, ma abbiamo la nostra dignita’ e il nostro ruolo sociale e politico”, ha aggiunto Lellouch, che si definisce un ebreo laico. Se sara’ eletto, il suo ruolo sara’ quello di “portare l’opinione di una minoranza” all’interno dell’Assemblea. “Del resto, vi saranno anche esponenti dell’estrema destra, dell’estrema sinistra, gli islamici ecc. e ognuno portera’ la sua opinione”, ha precisato Lellouch, ricordando che gli ebrei tunisini sono “tra i due e i cinquemila”. Il candidato non teme la vittoria dei partiti religiosi: “Sara’ il popolo a decidere e se saranno eletti questi partiti non sara’ un problema per me, visto che l’Islam e il Corano tutelano i diritti di tutti”, dice Lellouch, secondo il quale tuttavia “in politica, nessuno ha il diritto di parlare in nome di Dio”. Ad ogni modo, in Tunisia “la pacifica convivenza non e’ in pericolo e nel Paese non c’e’ posto per chi vuole fare del male all’altro”.

