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A seguito degli attentati di Susa (38 morti fra i turisti) e del Bardo (24 morti), la Tunisia ha prorogato per altri 60 giorni lo stato d’emergenza. Si mantiene alto infatti il livello di allarme, poichè, specie nella parte cendro-meridionale del paese, l’integralismo religioso è una realtà radicata, con cellule in contatto con i gruppi jihadisti della vicina Libia.
La proroga prende il via con lunedì 3 agosto, ed è stata annunciata attraverso un comunicato dal presidente Beji Caid Essebsi: “Al termine di consultazioni con il premier e con il presidente del parlamento, il presidente ha deciso di prorogare lo stato di emergenza in vigore nel Paese per due mesi, a partire dal 3 agosto”.
I danni per il turismo, una delle principali fonti d’entrata per il fisco, sono incalcolabili, con drammatici riversamenti sul fronte occupazionale.
Ed è proprio fra i poveri e i disoccupati che hanno più presa le parole dei radicalisti.

