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Dopo aver disposto la chiusura di un’ottantina di moschee sospettate di radicalismo e di incitamento alla jihad, a seguito della strage di Susa costata la vita a 39 persone, il premier tunisino Habib Essid ha ordinato il dispiegamento di mille militari a protezione dei siti turistici balneari ed archeologici.
Il settore del turismo è infatti vitale per la Tunisia, e l’attacco compiuto a Susa, come quello del Bardo del 18 marzo (uccisi 21 turisti di cui 4 italiani), rappresentano un duro colpo all’immagine e all’economia del paese.
In particolare la Grande moschea di Kairouan è considerata da sempre uno dei centri della dottrina salafita e proprio da lì proveniva uno dei terroristi della strage di Susa, il 23enne Seifeddine Rezgui; incensurato, è rimasto ucciso nella risposta all’attacco degli agenti, ed il nome di battaglia era Abu Yahya al-Kairouani.
Nella foto: il terrorista Seifeddine Rezgui.

