di C. Alessandro Mauceri

Mentre sono in corso a Rabat, in Marocco, i colloqui sulla Libia organizzati dall’inviato delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, le forze dell’ordine tunisine hanno scoperto un deposito di armi provenienti dalla Libia nei pressi della frontiera. Le armi, secondo fonti tunisine, erano destinate ai gruppi jihadisti che operano nelle regioni montuose della Tunisia, al confine con l’Algeria.

Nell’annunciare il dialogo in Marocco, i responsabili della Missione di supporto dell’Onu per la Libia avevano detto che le parti si erano accordate per discutere del “ritiro scaglionato di tutti i gruppi armati” dalle città. Durante il raid della notte scorsa, “è stata sequestrata un’ingente quantità di fucili d’assalto, granate a razzo ed esplosivi nella città meridionale di Ben Guerdane”, ha detto il portavoce del ministero dell’Interno, Mohamed Ali Aroui. I militari tunisini ritengono che le armi sequestrate potrebbero essere state spostate proprio in vista dei colloqui tecnici che si stanno svolgendo in questi giorni. Una delle “priorità” dell’incontro di Rabat sulla Libia, infatti, sono proprio gli “accomodamenti preliminari sulla sicurezza”.

Le armi erano nascoste a Ben Guerdane, che è la città più vicina al confine libico di Ras Jedir, nel sud della Tunisia. Una città che è stata spesso al centro di traffici illeciti e contrabbando. A Ben Guerdane giungono molti dei rifugiati provenienti dalla Libia (il cui numero è in aumento).