di Ismahan Hassen –

Oggi in Tunisia si celebra la Festa della donna nonché il 57mo anniversario della promulgazione, da parte del Presidente Habib Bourguiba, della Mağalla al-ahwāl al-šahsiya (Codice di Statuto personale), che ha costituito, e ancora costituisce, uno dei codici più all’avanguardia non solo nel Maghreb ma nell’ampio panorama arabo/islamico, spiccando per la sua audacia riformatrice, soprattutto nei riguardi della donna.

Con il Codice di Statuto personale, entrato in vigore nel 1957, sin dagli anni ‘50 si è pensato di assicurare alla donna tunisina tutta una serie di diritti e libertà fondamentali ed inviolabili.

Il Codice di Statuto Personale prevedeva infatti: attribuzione all’uomo e alla donna di medesimi diritti e doveri nella società e in seno alla famiglia, il divieto di poligamia, la sostituzione del ripudio unilaterale col divorzio, la legalizzazione dell’aborto prima dei 4 mesi (e anche dopo, per motivi terapeutici), l’innalzamento dell’età minima matrimoniale per le donne a 17 anni, l’abolizione del wali (curatore matrimoniale) per la donna maggiorenne, il diritto al voto e a candidarsi alle elezioni, la necessità assoluta del consenso di entrambe i coniugi al matrimonio.

Oggi, con grande richiamo simbolico per questa data, gruppi che chiedono la dissoluzione dell’ANC, e gruppi invece parteggianti per il governo attuale e il partito islamista Ennahda, hanno organizzato delle manifestazioni simultanee per festeggiare questa giornata.

Una coalizione delle organizzazioni femministe tunisine, dal nome Hraier Tounes, che significa “Donne libere della Tunisia”, insieme con l’UGTT, il più grande sindacato della Tunisia, e il Fronte di Salvezza Nazionale, ha annunciato una marcia pacifica per le 18:30 (ora locale) da Bab Saadoun per dirigersi verso il Bardo, dove si unisce al sit-in antigovernativo permanentemente riunito per chiedere lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale Costituente (ANC) e la cacciata del governo attuale.

Nello stesso momento, il partito Ennahda dà luogo alla sua manifestazione presso l’Avenue Bourguiba nel centro di Tunisi, e la sua celebrazione della Festa della Donna si svolge all’insegna dello slogan “Le donne della Tunisia sono il pilastro della transizione democratica e di unità nazionale”, e, come annunciato dai portavoce del movimento, essa ha già avuto inizio inizio alle 16:30 (ora locale) con la caratteristica recitazione del Corano, seguita poi da musica, canti, poesie, e diversi discorsi.

Secondo un comunicato stampa reso pubblico da Hraier Tounes, la marcia è anche l’occasione per denunciare il recente assassinio di Mohamed Brahmi, e tutte le forme di violenza che stanno avendo luogo nel Paese, oltre che per focalizzare l’attenzione pubblica ed internazionale sui diritti delle donne tunisine.

Il Fronte Popolare, così come un piccolo gruppo di partiti dell’opposizione all’interno del Fronte di salvezza nazionale, hanno aderito al comitato organizzatore della marcia e stanno mobilitando, in queste ore, la folla a partecipare.

Durante la marcia, un gruppo di musica alternativa, gli Ouyoun el-Kalem, si esibirà per cercare di alleggerire i toni della giornata e costruire un clima sereno onde ed evitare possibili scontri tra le parti.