di Ismahan Hassen –
In una dichiarazione rilasciata domenica scorsa, a margine di una riunione del partito Ennahda a Grombalia, Ali Laarayedh, ex premier tunisino e uno dei maggiori leader del partito islamista, ha dichiarato che le prossime elezioni legislative tunisine potrebbero, con molta probabilità, svolgersi verso la fine di novembre, mentre i due turni delle elezioni presidenziali potrebbero avere luogo alla fine di dicembre 2014.
In seguito a questa dichiarazione, avvenuta prematuramente, è di stamane la notizia battuta dall’ANSA, secondo cui gli attori riuniti nel Dialogo nazionale tunisino avrebbero preso la decisione definitiva di tenere il voto per le politiche prima di quello per le presidenziali. La questione dell’ordine delle prossime elezioni politiche e presidenziali aveva fatto perdere molto tempo ed accentuato le divergenze tra i partiti politici. Sono state necessarie molte riunioni del dialogo nazionale per poter giungere a questa decisione, presa infine con voto a maggioranza dei due terzi: 12 partiti contro 6 hanno optato per tenere prima le legislative. Ora la parola passa all’Assemblea Nazionale Costituente che dovrà mettere in calendario una seduta plenaria per fissare definitivamente le date delle elezioni. I giorni proposti dall’ISIE, (Istanza superiore Indipendente per le Elezioni), l’organo indipendente che si occupa dell’organizzazione delle elezioni sono il 26 ottobre per le politiche, il 23 novembre per il primo turno di presidenziali e il 28 dicembre per il secondo turno.
Mentre Mustapha Ben Jaafar, presidente dell’ANC, ha annunciato alla stampa che entro la fine di questa settimana si conosceranno le date delle elezioni e che “il processo di transizione democratica è stato rimesso sui binari”, Larayedh ha, invece, indicato che il Consiglio della Choura non ha ancora preso una decisione in merito alle dimissioni del segretario generale del partito, Hamadi Jebali, poiché il leader del partito, Rachid Ghannouchi, non avrebbe preso parte alla riunione consiliare.
In questo vortice di dichiarazioni, da parte sua, il presidente del partito Nidaa Tunes, Beji Caid Essebsi, ha manifestato il proprio disappunto sull’ordine prescelto per lo svolgimento delle elezioni. Egli ritiene infatti che le date proposte per lo svolgimento delle tornate elettorali legislative e presidenziali non tengano conto del principio di separazione tra il processo elettorale, nella misura in cui la presentazione delle domande e dei ricorsi per le presidenziali avverrà in concomitanza con la campagna per le elezioni parlamentari. Egli ha anche sottolineato la necessità di mantenere obiettività e neutralità, invitando rivedere le nomine relative ai comitati che sorveglieranno lo svolgimento delle elezioni, sostenendo che le commissioni che si formeranno sia sul territorio nazionale che all’estero, rischiano di essere le stesse che hanno agito durante le elezioni del 2011.
Nella foto: Ali Laarayedh

