Notizie Geopolitiche

L’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiude il campo profughi di Choucha, al confine con la Libia, che ha raccolto le donne e gli uomini in fuga dal conflitto che ha deposto Gheddafi e che Notizie Geopolitiche ha visitato nel gennaio 2012. Nel momento di maggiore crisi, arrivarono a Choucha, una località non meglio identificata nel pieno del deserto tunisino, qualcosa come 18mila persone al giorno, ma sono state un milione e 200 mila le persone che in quel drammatico periodo hanno cercato rifugio nella regione, già di per sé in difficoltà in quanto appena uscita dalla propria rivoluzione.

La popolazione del campo, che nel frattempo è sensibilmente diminuita, è stata spostata presso due aree urbane dove è più facile somministrare i servizi, a Ben Gardane ed a Medenine: delle poche centinaia di profughi rimasti se ne è fatta carico la Tunisia, mentre 3.176 degli ex occupanti del campo che non sono rientrati nei rispettivi paesi, anche perché sconvolti dalla guerra, sono stati insediati in diverse nazioni, secondo una logica di solidarietà internazionale.

L’Unhcr e la Mezza Luna Rossa hanno messo a disposizione dei profughi spostati nelle due città una somma di denaro con lo scopo di reperire un’abitazione; potranno inoltre accedere al microcredito per costruirsi un reddito e partecipare a momenti di formazione. La Tunisia ha concesso loro l’assistenza sanitaria e l’istruzione e l’Unhcr ha chiesto alla Tunisia di farsene carico in quanto rifugiati.