di Ismahan Hassen –

Sono state smentite le dichiarazioni rilasciate sabato scorso dal Presidente della Repubblica ad interim, Moncef Marzouki, all’agenzia di stampa turca “Anatolia”, secondo cui il nome del futuro capo del governo tunisino sarebbe già stato individuato e sarebbe dovuto essere  annunciato nel corso di questa settimana.

Secondo quanto riportato dallo stesso Marzouki nella sua smentita, ciò che è stato rilasciato dalla agenzia di stampa turca prevede l’interpretazione del giornalista che ha condotto l’intervista più che le reali parole  da lui stesso proferite.

La dichiarazione, infatti, sarebbe stata un estratto dell’intervista dove il presidente Marzouki invece evocava e auspicava l’accordo tra le parti politiche tunisine sulla scelta di una figura neutrale in qualità di premier, che avrà il compito di formare il prossimo governo. Marzouki avrebbe voluto intendere che il dialogo nazionale stava muovendosi in questa direzione e che, a Dio piacendo, dalla prossima settimana il problema dello stallo politico intorno alla questione sarebbe stato risolto.

Alla domanda del giornalista dell’agenzia turca sull’esistenza o meno di un eventuale nome già accordato tra le parti, Marzouki quindi avrebbe risposto semplicemente che questa persona sarebbe stata scelta per consenso, senza essere imposto da una delle parti  sulle altre.

In seguito alle dichiarazioni di smentita pronunciate dal presidente Marzouki, Taieb Baccouche, Segretario generale del Movimento Nidaa Tounes, avrebbe dichiarato all’agenzia di stampa nazionale (TAP) che il successo del dialogo nazionale dipende ormai soltanto dalla Troika.

A margine della conferenza organizzata dall’ufficio regionale del suo partito a Nabeul, sul tema delle donne e della politica, Baccouche ha inoltre dichiarato che il suo partito non è pronto a riprendere il dialogo se questo continua ad essere il metodo di lavoro con continue fasi di stallo.

Baccouche avrebbe sottolineato come il programma del suo partito non è solo interessato a questioni politiche, ma soprattutto alla risoluzione di questioni economiche e sociali all’interno del Paese.

Secondo Baccouche, si starebbe lavorando troppo lentamente, infatti,  continuando a non trovare soluzioni ai problemi socio-economici che affliggono i tunisini.