di Ismahan Hassen –

Sono riprese venerdì 30 maggio le sessioni di dialogo nazionale in Tunisia presso il ministero della Giustizia e dei Diritti umani.

In un comunicato stampa il presidente dell’ufficio politico di Ennahda, Ameur Larayedh, ha riferito che l’incontro di venerdì si è concentrato su due tematiche importanti: il futuro svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative e la lotta al terrorismo all’interno del Paese.

Per ciò che riguarda la prima questione, una delle priorità presentate dall’esponente di Ennahda è stata quella di raggiungere un accordo tra le parti, per fornire all’Assemblea Nazionale Costituente (Anc) la possibilità di stabilire una data per le elezioni in conformità con quanto previsto dalla nuova Costituzione nazionale. La posizione di Ennahda, vis- à- vis il problema, è parsa inoltre abbastanza orientata verso la possibilità che la coincidenza dei due tipi di elezioni, potrebbe servire all’interesse nazionale, pur non specificando in quali modalità.

Tuttavia, contrariamente a quanto sostenuto da Ennahda, i partiti politici che partecipano alla Conferenza di dialogo nazionale sono apparsi più propensi alla volontà di separare le elezioni presidenziali e legislative, come espresso dal Segretario Generale dell’UGTT, Houcine Abbassi.

I vari partiti politici hanno così tutti presentato le loro proposte e difeso le loro posizioni sulla possibilità di spostare le elezioni presidenziali rispetto alle elezioni legislative e viceversa.

Nulla di certo però è ancora emerso per ciò che riguarda il reale ordine di svolgimento delle elezioni. In questo scenario, il presidente della Lega Tunisina per i Diritti umani (LTDH), Abdessatar Ben Moussa, ha sottolineato l’importanza di rispondere il più velocemente la questione delle elezioni, per consentire l’Alta Autorità Indipendente per le Elezioni (ISIE) di fissare il suo programma di lavoro.

In seguito alle sollecitazioni dell’LTDH, Mustapha Ben Jaafar, presidente dell’Anv, ha così sottolineato anch’esso la necessità di fissare una data per le elezioni prima del 23 Giugno 2014, data della registrazione degli elettori alle urne.

Da quanto riportato dai comunicati ufficiali del “Quartetto” di dialogo, le parti sembrano quindi aver quasi determinato che le elezioni parlamentari e presidenziali saranno separate, nonostante resti ancora da vedere quale delle due si terrà prima.

Risolta così la questione elettorale, la discussione si è poi focalizzata sul secondo punto all’ordine del giorno: l’allarme terrorismo.

Secondo quanto riferito dal Segretario generale della UGTT, la situazione della sicurezza nel Paese sarebbe messa in discussione soprattutto dopo il recente attacco terroristico a Kasserine.

Condividendo questa posizione, tutti i partiti politici presenti in seduta hanno concordato sulla necessità della convocazione di un Congresso Nazionale sulla lotta al terrorismo, per discutere di tutte le questioni in sospeso e combattere efficacemente questa piaga.

In una dichiarazione rilasciata subito dopo la seduta, il vice-segretario generale dell’UGTT, Bouali Mbarki, ha affermato che i partiti rappresentati nel Dialogo nazionale sono stati tutti più o meno raggiunti da minacce terroristiche volte a destabilizzare il Paese.

Per questo motivo, in riferimento all’attacco avvenuto contro l’abitazione del ministro degli Interni Lotfi Ben Jeddou, essi hanno espresso la loro solidarietà con gli addetti alla sicurezza, vittime degli attentati, e con le loro famiglie, chiedendo che lo svolgimento della Conferenza nazionale sul terrorismo venga inserito nel progetto di unità nazionale.

Houcine Abassi ha così invitato ad organizzare tale Congresso Nnzionale contro la violenza e il terrorismo per discutere delle possibili soluzioni messe in atto per affrontare questi due flagelli che minacciano la transizione democratico.

A questo proposito è bene ricordare che questa conferenza contro la violenza, era già stata precedentemente proposta da Chokri Belaid, poco prima del suo assassinio il 6 febbraio 2013. Proprio in seguito alla sua proposta infatti, una prima conferenza contro la violenza e il terrorismo ha infatti già avuto luogo il 18 giugno 2013 a Tunisi. A questa conferenza parteciparono in massa ben 300 organizzazioni civili e 74 partiti, tra cui però non figurarono due dei tre elementi della Troika di governo: Ennahda e il Congresso per la Repubblica (CPR). In particolar modo Ennahda boicottò la manifestazione, poiché gli appartenenti al partito si ritennero offesi dagli slogan scanditi dai giovani sostenitori del Fronte Popolare, che accusavano Rachid Ghannouchi di essere responsabile dell’assassinio di Chokri Belaid.

Sia per ciò che riguarda la questione elettorale quindi, che per ciò che concerne l’organizzazione della seconda edizione di tale Congresso Nazionale contro la violenza e il terrorismo, la situazione tunisina è quella di attesa di una risposta definitiva e decisa, da parte dei partecipanti al dialogo nazionale, risposta che probabilmente arriverà dalla prossima seduta.