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Il principale sindacato tunisino, l’Ugtt, ha indetto per oggi uno sciopero generale per protestare contro l’uccisione di ieri del Segretario del Partito popolare Mohamed Brahmi, freddato a Tunisi a colpi di pistola davanti alla famiglia. Già ieri i manifestanti che si sono raccolti in avenue Bourghiba ed attorno alla casa del politico hanno urlato slogan contro gli islamici del partito di Ennahda, attualmente al potere, per quello che è un delitto del tutto sovrapponibile a quello che in febbraio vide come vittima un altro esponente dell’opposizione, Chokri Belaid. I funerali di Mohamad Brahmi si terranno domani ed il suo corpo sarà tumulto accanto a quello di Belaid.
Una dura condanna per l’efferato delitto è stata espressa da tutta la comunità internazionale: per l’Unione europea è intervenuto il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, il quale ha dichiarato che “l’Ue invita le autorità tunisine a fare luce sull’omicidio per portare davanti ai giudici i responsabili e ricorda che gli assassini di Chokri Belaid, ucciso il 6 febbraio 2013, non sono ancora stati arrestati né processati”.
Ashton ha invitato i tunisini “a dare una risposta civile e pacifica”: “Questi assassinii politici – ha detto – rappresentano attacchi condotti dai nemici della democrazia contro la Repubblica, contro il popolo tunisino e i valori della rivoluzione del 14 gennaio 2011” e “l’Ue è convinta che la rapida ultimazione della nuova Costituzione e l’organizzazione delle prossime elezioni generali siano la migliore risposta a questi vili attentati”. “Spetta – ha aggiunto Ashton – ai partiti politici della maggioranza e dell’opposizione e ai rappresentanti delle forze più vive della società tunisina trovare i compromessi necessari in uno spirito di consenso, tolleranza e rispetto reciproco”.
Da tre anni l’Assemblea nazionale tunisina non riesce infatti a trovare la quadra sulla nuova Costituzione e quindi a portare il paese a nuove elezioni.

