di Enrico Oliari

L’Associazione tunisina Shams, impegnata nella difesa dei diritti dei gay, ha reso noto che sei persone sono state condannate a Kairouan, nella Tunisia centrale, a 3 anni di carcere per omosessualità.

Il giudizio è stato emesso dopo che agli imputati sono state eseguite esami anali per determinare gli avvenuti rapporti sessuali, anche pregressi. Uno degli imputati è stato condannato a sei mesi di carcere per atti osceni, in quanto in possesso di un video con scene hard di carattere omosessuale.

Il giudice ha inoltre imposto ai condannati il bando di cinque annni dalla città, nota per essere il primo centro di radicalisti islamici, una misura restrittiva da attuarsi a termine della carcerazione.

L’articolo 230 del codice penale tunisino recita che “l’atto omosessuale maschile (liwat) e femminile (mousahaqa) è punito con la reclusione fino a tre anni”: da più parti viene ritenuto incostituzionale, ma nel Paese della “Primavera araba” non è stato mai cancellato.