di Ismahan Hassen –
Soltanto ieri mattina le onde radio di Mosaique fm rendevano noto che, dopo l’incontro tenutosi nella stessa mattinata tra il leader di Ennahda, Rached Ghannouchi, e il leader del Ugtt, Houcine Abassi, Ennahda aveva accettato l’iniziativa di creazione di un governo di unità nazionale proposta dall’Ugtt per uscire dalla situazione di stallo in cui il Paese vive da settimane.
La notizia è stata accolta così come un sì da parte di Ennahda alla possibilità di sciogliere il governo attuale per sostituirlo con uno di tecnici il cui ruolo principale sarebbe quello di condurre il Paese alle prossime elezioni, limitando il ruolo dell’Anc al completamento della stesura della Costituzione e all’approvazione della legge elettorale. Nel giro di poche ore però, è subito arrivata la smentita di tale posizione da parte di Ennahda, sottoforma di “precisazione”, attraverso un comunicato stampa in cui si affermava che a seguito della riunione della delegazione di Ennahdha con la Presidenza dell’ Ugtt, il partito aveva annunciato di aver accettato l’iniziativa del sindacato solo come “base di partenza per un dialogo volto a far uscire il paese dalla crisi”, aggiungendo quindi che il governo della Troika non ha intenzione di dimettersi, bensì di continuare la sua missione fino a che il dialogo nazionale non porti ad una soluzione consensuale, che possa assicurare la transizione democratica e lo svolgimento di elezioni libere.
Tale comunicato, ritenuto dall’Ugtt come un passo indietro rispetto alla posizione presa da Ennahda all’interno dell’incontro, ha a sua volta portato Sahmi Thari, portavoce ufficiale del sindacato, a dichiara che, sic stanti bus rebus, non ci sarà l’apertura di nessun tavolo di trattativa se non verrà soddisfatta la condizione dello scioglimento del governo attuale.
Nella serata di ieri, su questa stessa posizioni si sono mantenuti anche Béji Caïd Essebsi, leader del partito tunisino Nidaa Tounes, attualmente dato come maggior favorito in termini di preferenze elettorali e Hamma Hammani, leader del Partito dei Lavoratori.
In questo contesto si è aperta oggi una nuova giornata politica in Tunisia, una nuova giornata politica che porta in primo piano la notizia di una certa agitazione e il profilarsi di una spaccatura in seno al movimento di Ennahda. Questa mattina, Il quotidiano “Le Maghreb” ha riportato che alcuni membri del partito avrebbero espresso la loro indignazione per il mancato adempimento delle loro richieste, tali membri di Ennahda avrebbero, in effetti, chiesto al leader di partito a fare pressione sul presidente dell’ANC, Mustapha Ben Jaafar, per rimettere in moto i lavori della Costituente.
Dal canto suo, proprio oggi il Fronte di Salvezza nazionale e i partiti dell’opposizione hanno chiesto al partito di Ghannouchi di chiarire una volta per tutte la sua posizione e lo hanno invitato a mostrarsi favorevole allo scioglimento del governo della Troika, per riavviare immediatamente il dialogo nazionale e stabilire una strada per le prossime elezioni politiche.
Mentre la situazione continua ad essere in fase di stallo, da più parti arrivano voci che sottolineano a difficoltà della situazione del paese e la necessità di trovare soluzioni urgenti per il paese di la crisi politica e socio-economica attuale.
Resta da vedere su quali basi sarà possibile avviare un vero dialogo tra le parti se le premesse continueranno ad essere queste.

