Notizie Geopolitiche, 12 ott 12 –
In questi giorni la Turchia ha deciso di mostrare i muscoli a Damasco e, viste le continue scaramucce lungo il confine meridionale ed ancor più l’ammassarsi dei miliziani del Pkk, ha concentrato di fronte alla Siria 250 carri armati.
Lo riporta il quotidiano Hurriyet, il quale spiega che i mezzi militari arrivano da Gaziantep Sanliurfa e, Mardin, zone del confine sud-orientale.
Inoltre Ankara, temendo un possibile attacco missilistico e chimico, ipotesi a dire il vero remota, ha chiesto alla Nato, di cui la Turchia è paese membro, di attivare i sistemi radar di Malatya, base situata nel sud-est, sulla zona.
Le tensioni fra Turchia e Siria sono in crescendo, anche perché Damasco accusa Ankara di appoggiare gli insorti ed i miliziani delle brigate internazionali che si trovano in Siria a combattere contro il regime di al-Assad.
Pochi gironi fa – ma si era trattato di un incidente – alcuni colpi di mortaio erano caduti sulla cittadina di Akcakale, provocando cinque morti fra i civili, fatto a cui era seguita la reazione dell’esercito turco con la distruzione di alcuni obiettivi oltre il confine; in giugno l’aeronautica militare di Damasco aveva abbattuto un caccia turco che aveva sconfinato di poco, mentre mercoledì scorso un aereo siriano partito da Mosca e diretto a Damasco è stato costretto ad atterrare ad Ankara scortato da due F-16 perché sospettato di trasportare materiale militare.
Dietro ai dissidi di Ankara con Damasco vi sarebbe la richiesta di una zona cuscinetto di 20 chilometri in territorio siriano, lungo il confine, per prevenire il concentrarsi anche in quell’area delle truppe del Pkk, ostili alla Turchia.

