di Giacomo Dolzani –
Entro breve Ankara deciderà chi sarà il costruttore della sua seconda centrale nucleare: per sabato infatti verrà firmato il contratto per la realizzazione dell’impianto di Sinope, che avrà un costo di quasi 17 miliardi di euro e sorgerà sulle coste del Mar Nero.
Dato per favorito è il consorzio formato dal colosso francese Areva, quasi interamente di proprietà statale e leader in tutti i settori che riguardino l’energia nucleare, l’attività estrattiva e lo smaltimento dell’uranio, e la giapponese Mitsubishi Heavy Industries (MHI).
Il ministro turco dell’Energia, Taner Yildiz, ha infatti reso noto alla stampa che la conclusione dell’accordo è vicina, la firma del contratto potrebbe infatti avvenire in occasione della visita del premier giapponese Shinzo Abe in Turchia il prossimo 3 maggio.
Il progetto di questa centrale risale al 2007 e la potenza che fornirà sarà di 1100 megawatt, generata da quattro reattori. I lavori avranno inizio nel 2017 e, se verranno rispettati i tempi di consegna, entro il 2023 dovrebbe entrare in funzione la prima parte dell’impianto.
La costruzione della centrale di Sinope rientra in un piano più ampio che contempla la realizzazione di tre impianti simili, varato da Ankara e volto a diminuire la dipendenza energetica della Turchia dalle forniture estere di gas e petrolio, provenienti principalmente da Iran e Russia.
Grazie ad un contratto firmato nel 2010 sarà inoltre proprio un’azienda russa a costruire la centrale di Akkuyu, nel sud della penisola turca e che sarà in grado di fornire circa 4800MW di potenza.

