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A distanza di poco più di un mese dallo scandalo delle intercettazioni che avevano interessato il premier Recep Tayyp Erdogan, inchiesta che aveva portato all’arresto di 11 persone, la Turchia si trova a doversi confrontare nuovamente con un caso di conflittualità fra poteri, sempre per via di intercettazioni effettuate nei confronti del Primo ministro: numerosi arresti di poliziotti e di alti ufficiali sono stati effettuati oggi in 22 provincie, accusati di aver approfittato di un’indagine anti-terrorismo per spiare Erdogan e i suoi collaboratori.

Come ha spiegato il procuratore capo Hadi Salihoglu, sono stati spiccati mandati d’arresto per “76 poliziotti che stavano indagando su un gruppo chiamato selam-tevhid, ma il cui vero obiettivo era quello di spiare” Erdogan e gli altri apparati dello Stato.

Va detto che in passato la Turchia ha dovuto fare i conti con colpi di Stato e tentativi di golpe, per cui è giustificabile una certa prudenza da parte di chi è al governo.

L’ex capo dell’anti-terrorismo di Istanbul, Yurt Atayun, portato via in manette, ha sostenuto che quella di oggi èuna manovra politica in vista delle presidenziali che si terranno fra poche settimane.