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davutoglu_ahmetA differenza della strage di Suruc compiuta in estate dall’Isis, per cui Ankara aveva risposto aprendo la guerra contro i curdi del Pkk, dopo l’attentato di Istanbul, in cui sono morti dieci turisti tedeschi, la Turchia ha bombardato pesantemente le postazioni dell’Isis in Siria e in Iraq con l’artiglieria, arrivando in 48 ore, come ha spiegato in conferenza stampa il premier turco Ahmet Davutoglu, “a colpire 500 postazioni” ed a uccidere almeno 200 jihadisti. Il premier ha poi aggiunto che la Turchia “continuerà a colpire il Daesh (Isis, ndr.) via terra e userà le forze aeree se necessario”.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha commentato che “La politica distruttiva perseguita dalla Turchia in Siria porta a un ulteriore innalzamento della tensione nella regione”.

Continuano anche gli scontri tra i miliziani del Pkk, il Partito curdo dei Lavoratori, e i turchi, dopo l’aspra campagna militare messa in piedi da Ankara che è già costata centinaia di vittime: ammonta a 6 morti e a 38 feriti il bilancio di un attentato compiuto a Diyarbakir dal Pkk, portato a termine con un’automomba lanciata contro un edificio poi bersagliato da artiglieria pesante e cecchini.

Delle vittime tre sono bambini.