di Enrico Oliari –

Attentato a Istanbul, in Turchia, dove ad essere presa di mira è stato il quartiere storico dove è situata la Moschea Blu, frequentatissimo dai turisti: dopo le prime notizie frammentarie, ormai risulta certa la costruzione che vede un kamikaze essersi fatto esplodere nei pressi di un autobus di turisti tedeschi e norvegesi; una decina i morti, tra i quali nove cittadini tedeschi, mentre i feriti sono una quindicina.

Il fatto è avvenuto nei pressi dell’obelisco di Teodosio in piazza Sultanahmet, conosciuta in tutto il mondo per i suoi monumenti e visitata ogni giorno da migliaia di turisti.

Per gli inquirenti non ci sono dubbi: dietro all’attentato c’è la mano dell’Isis, per quanto non siano ancora arrivate rivendicazioni; va detto che negli ultimi tempi le autorità di Ankara hanno impedito l’entrata nel paese di circa 3.500 foreign fighter diretti in Siria, ed hanno provveduto all’espulsione di 2.500 individui ritenuti vicini al radicalismo, cose che l’Isis potrebbe vendicare con gesti come quello di oggi.

E’ quindi esclusa la matrice politica (il Dhkp-c ha compiuto nella città del Bosforo diversi attentati di cui uno esattamente un anno fa), come pure del Pkk, con il quale la Turchia è tornata ad essere in guerra.

Ad essere colpito è ancora una volta il settore del turismo, com’è stato in Tunisia il 18 marzo 2015 al museo del Bardo (24 morti, 21 turisti, un agente di polizia e 2 terroristi), a Susa il 26 giugno (39 morti), per l’aereo russo esploso sul Sinai (31 ottobre, 224 morti) e il 9 gennaio a Hurgada.

Il premier Ahmer Davutoglu ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza.

Si è poi appreso dell’incendio in un hotel di Istanbul, nel quale sarebbero intrappolati alcuni turisti.

L’unità di crisi della Farnesina sta verificando l’eventuale presenza di italiani, al momento data come esclusa dal consolato italiano nella città.