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Ancora un attentato ad Ankara, dove ammonta ad almeno 28 morti il bilancio di un’esplosione provocata da un’autobomba posizionata davanti a tre autobus di militari e dipendenti dello Stato maggiore dell’Areonautica, nel quartiere di Kizilay, a soli 500 metri dal parlamento. 61 i feriti.
Nonostante le autorità avessero chiesto ai media la non divulgazione di immagini e di attenersi solo alle informazioni ufficiali, sul web sono state pubblicati i video fatti dai cittadini, poi ripresi dalle testate, che mostrano un autobus carbonizzato dall’incendio seguito all’esplosione e gli altri due danneggiati.
Difficile al momento avere un’idea precisa su chi possa esservi dietro l’attentato: i curdi del Pkk, non nuovi ad azioni del genere contro i militari, sono da mesi bombardati dalle forze di Ankara; movimenti di estrema sinistra come il Dhkp-C hanno compiuto diversi attentati sia ad Ankara che a Istanbul; vi è poi la possibilità che vi sia la mano dell’Isis, che allo stesso modo ha colpito il 12 gennaio a Istanbul, il 10 ottobre 2015 ad Ankara (103 morti), il 15 novembre a Gaziantep e in luglio a Suruc (32 morti).
Il premier Ahmat Davutoglu ha annullato il viaggio a Bruxelles per il vertice sui migranti, mentre il presidente Recepì Tayyp Erdogan non si recherà domani in Azerbaijan.
