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Non appena Binali Yildirim è stato eletto dal Congresso dell’Akp (Partito per la libertà e giustizia) a capo del partito, il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan lo ha incaricato di formare un nuovo governo.
Tra i primi impegni che si è assunto Yildirim vi è quello di lavorare alle riforme costituzionali per accrescere i poteri del presidente della Repubblica, che in questo caso è dello stesso partito.
Sull’entrata della Turchia in Ue è invece intervenuto oggi il britannico David Cameron, il quale, forse nel tentativo di rassicurare gli elettori in vista del referendum sulla Brexit, ha detto che “La Turchia ha avanzato la sua candidatura nel 1987. Al ritmo con cui stanno andando le cose dovremo attendere sino all’anno 3000”.
Yildirim ha controbattuto affermando che “L’Ue deve porre fine alla confusione per l’entrata della Turchia nell’Unione”.
D’altronde non sembra proprio che in Turchia vi sia un clima “europeo”, dal momento che due giorni fa il Parlamento ha approvato una legge che cancella l’immunità ai 138 deputati del partito flicurdo Hdp, i quali potranno così essere facilmente accusati di fiancheggiamento del Pkk e quindi arrestati. Il leader del partito, Selahattin Demirtas è quello con più procedimenti aperti a carico, per un totale di 75.

