Notizie Geopolitiche –
Potrebbe esserci la matrice terroristica dietro al mega-black out che ha interessato 44 provincie della Turchia, di fatto paralizzando il paese: non lo escludono le autorità di Ankara compreso il primo ministro Ahmed Davutoglu, il quale ha fatto sapere che indagini sono in corso e che l’ipotesi vedrebbe un attacco di carattere informatico.
La Turchia ha favorito a suo tempo la nascita e lo sviluppo dell’Isis, permettendo ai jihadisti stranieri, al flusso di denaro proveniente dalle monarchie del Golfo e alle armi di transitare sul proprio territorio, un supporto voluto per combattere il nemico di sempre, Bashar al-Assad. Le cose poi si sono deteriorate e, su pressione della comunità internazionale, Ankara ha chiuso i transiti mettendo in difficoltà lo Strato Islamico, che, nell’eventualità fosse opera sua, con l’attacco informatico di oggi avrebbe così lanciato un avvertimento.
Al momento le autorità si sono limitate a dire che vi è stato un guasto tecnico nel sistema della compagnia Teias che gestisce la rete elettrica, ed il ministro dell’Energia, Taner Yildiz, ha escluso l’eventualità del blocco dell’approvvigionamento.
A Istanbul e in altre città si è fermato il trasporto pubblico, con tram e metropolitana rimasti senza energia, come pure sono rimaste chiuse le industrie del paese.
Nella foto: il premier turco Ahmed Davutoglu
