Notizie Geopolitiche –
Come è stato ampiamente previsto, il premier turco Ahmet Davutoglu non è riuscito a formare il governo e ha ufficialmente rimesso il mandato nelle mani del presidente Recep Tayyp Erdogan. Le elezioni di giugno hanno infatti decretato il clamoroso successo dei curdi del
del nord, che sono riusciti a superare lo sbarramento del 10% con l’Hdp (Partiya Demokratik a Gelan, di area social-democratica) dell’”Obama curdo” Selahattin Demirtas, conquistando il 12,9%. E proprio i curdi hanno azzoppato l’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, che, dopo 13 anni interrotti di potere, non ha saputo conquistare la maggioranza assoluta, perdendo 9 punti e ben 71 deputati.
L’Akp si è quindi piazzato al 40,8%; il maggior gruppo di opposizione, cioè il Partito repubblicano del Popolo (Cumhuriyet Halk Partisi, Chp) ha preso il 25,1%; il nazionalista Mhp (Milliyetçi Hareket Partisi) il 16,4%: si tratta di formazioni che hanno sempre detto di non voler diventare forza di maggioranza insieme con il partito di Erdogan.
Ora Erdogan potrebbe decidere di assegnare il mandato al Chp, anche se difficilmente sarà in grado di formare un governo. Se entro il 23 agosto non ci sarà il nuovo esecutivo, il presidente dovrà chiedere un governo di coalizione ad interim per portare la Turchia a nuove elezioni in autunno.

