di Guido Keller –
Secondo la solitamente attendibile testata di informazione israeliana Debkafile, i ministi degli Esteri della Turchia, Ahmet Davutoglu, e quello dell’Iran, Javad Zarif, si sarebbero di recente incontrati ad Ankara dove avrebbero siglato un patto di cooperazione delle intelligence dei due paesi.
La notizia è di quelle destinate a scuotere il già complesso panorama politico del Medio Oriente, se si pensa, ad esempio, che Turchia ed Iran sono su fronti opposti nella crisi siriana, con Ankara che sta dalla parte degli insorti e li sostiene, e Teheran che addirittura ha inviato a combattere a fianco di al-Assad un piccolo contingente di circa 4mila pasdaran.
A lavorare all’accordo sarebbero stati il capo dei Servizi segreti turchi, Hakan Fidan, e il viceministro iraniano con delega all’Intelligence Cosroe Hosseinian; alle sessioni preparatorie, durate sei settimane, avrebbe preso parte il capo dei Servizi iraniani, il Generale di Brigata Hossein Salami.
Con il patto di Ankara la Turchia, che è membro della Nato, si è impegnata a non spiare la Repubblica islamica dell’Iran, anche per conto di terzi (come gli Stati Uniti), come pure ad interrompere le attività di intelligence presso i confini con l’Iran.
Lasceranno poi la Turchia le spie iraniane per lo più dedicate al controllo degli oppositori politici iraniani che lasciano il paese attraversando le montagne e sostando a Van per poi dirigersi in Europa o negli Stati Uniti, mentre lo scandalo risalente a maggio della decina di prostitute iraniane arrestate in Turchia sembra essere rimosso.
Israele considera l’accordo fra i due paesi come una sorta di tradimento in quanto gli Stati Uniti avrebbero lasciato fare; nelle scorse settimane Ankara ha addirittura fatto saltare la copertura di una rete di agenti del Mossad israeliano, fra i quali una decina di iraniani che potevano liberamente spostarsi fra l’Iran e la Turchia. Inoltre va notato che, per quanto non si sappia con certezza se vi sia stata una relazione, il giorno in cui è stato firmato l’accordo era presente ad Ankara anche Victoria Nuland, assistente del Segretario di Stato Usa per gli Affari europei e asiatici.
Ad accordo siglato è stata registrata una sfuriata del ministro degli Esteri turco Davutoglu per l’attacco israeliano, lo scorso 30 ottobre, alla base aerea siriana di Latakia, dove era presente un convoglio di missili a corto raggio Sa-8 di fabbricazione russa provenienti dall’Iran e diretti in Libano, con destinazione gli Hezbollah: per l’operazione, la cui preparazione era in corso da giorni, vi era il contributo dell’intelligence turca.
Davutoglu ha comunque affermato “Non vi sia l’impressione che la Turchia abbia cooperato con Israele: il problema è la Siria. Mi si lasci dire, tuttavia, che la Turchia non ha mai operato con Israele contro un qualsiasi paese musulmano, ne’ ciò avverrà mai”. “Nonostante le differenze in tema di Siria – ha poi aggiunto ai giornalisti – abbiamo rapporti profondi e storici con l’Iran”.

