Notizie Geopolitiche –
Come Nicolas Maduro in Venezuela, anche il premier turco Recep Tayyp Erdogan ha accusato i media, soprattutto quelli stranieri, di fomentare i disordini in Turchia con giornalisti “a cui viene assegnato il compito di lavorare come spie”.
Sabato scorso un inviato della Cnn, Ivan Watson, è stato arrestato in diretta con la sua troupe mentre stava lavorando ad un servizio sulle proteste di Istanbul ad un anno dalla rivolta di Gezi Park, un’azione delle forze dell’ordine lodata da Erdogan nel suo intervento alla Camera dei deputati per “l’atteggiamento fermo”: “i media internazionali – ha detto il premier – venuti a Istanbul per realizzare servizi esagerati o provocatori se ne sono andati a mani vuote”. (…). “La Cnn – ha continuato – non è interessata a una stampa libera, imparziale, indipendente, il loro compito è di lavorare come spie”.
In realtà anche sabato vi è stata una dura repressione degli agenti nei confronti dei manifestanti con tanto di ricorso a idranti e lacrimogeni volti ad impedire l’afflusso dei contestatori in Piazza Taksim.
Il commissario Ue all’Allargamento, Stefan Fuele, ha criticato le affermazioni di Erdogan, affermando che “quello di riunirsi pacificamente è un diritto fondamentale che deve essere rispettato” e ricordando che “Qualsiasi Paese che aspiri all’ingresso nell’Ue deve garantire i diritti umani, compreso quello di assemblea e di associazione dei suoi cittadini”.

