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Prenderanno il via il 12 aprile i negoziati fra Israele e la Turchia per indennizzare le famiglie dei nove militanti turchi rimasti uccisi nel raid compiuto dalle forze speciali dello Stato ebraico nel 2010 contro una flottiglia che tentava di raggiungere Gaza per forzare il blocco israeliano. Lo ha dichiarato il Primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, citato dall’edizione online del quotidiano israeliano Haaretz. L’organo di stampa, citando l’Afp, riporta inoltre che i procuratori turchi avrebbero detto che ritirare le accuse contro i militari israeliani per il loro ruolo nell’assalto alla flottiglia è “fuori questione”. Ieri il vice Primo ministro Bulent Arinc aveva dichiarato ad una tv turca che una delegazione israeliana era attesa in Turchia la settimana prossima per negoziare l’indennizzo delle famiglie dei nove militanti turchi. Arinc non aveva voluto fornire precisazioni sull’eventuale ammontare dei danni reclamati. L’assalto alla nave turca Mavi Marmaris, che faceva parte della flottiglia, aveva provocato una grave rottura delle relazioni turco-israeliane. Fino a qualche giorno fa, Israele si rifiutava ancora di presentare le scuse reclamate da Ankara per la morte dei nove turchi. Ma il 22 marzo, con un gesto spettacolare poco prima della partenza da Israele del presidente americano Barack Obama, il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rotto gli indugi e si è scusato a nome di Israele con il suo omologo Erdogan.