di Enrico Oliari –
Il gruppo “Young Islamic Defense” ha appeso manifesti di carattere omofobico ad Ankara con l’immagine di un gay pride svoltosi ad Istanbul e in cui vi è scritto che “Devono essere uccisi coloro che si comportano male e aderiscono alla pratica del popolo di Lot?”. Nel rivendicare l’azione, via Twittler (@islamimudafaa) il gruppo di giovani islamici ha parlato di “rispondere alle azioni immorali dei gay”, ma è la prima volta in 13 anni di gay pride in Turchia che arrivano aperte minacce alla vita delle persone omosessuali.
D’altronde l’ispirazione fortemente conservatrice ed a tratti islamista dell’amministrazione Erdogan è risaputa, tanto che lo scorso 28 giugno la polizia turca è intervenuta con gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma per disperdere la manifestazione gay di Istanbul, alla quale si erano associati militanti dell’opposizione.
Corano e Bibbia traggono dall’episodio di Lot e della distruzione di Sodoma e Gomorra la condanna degli omosessuali (Chiamarono Lot e gli dissero: “Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!”, Gen, 19-5), ma a ben guardare poche righe dopo lo stesso Lot avrebbe concepito con le figlie due bambini, capostipiti delle tribù dei moabiti e degli ammoniti.

