Notizie Geopolitiche –

Se gli Usa non estraderanno l’imam Fetullah Gulen ritenuto da Ankara la mente dei tentato golpe del 15 luglio, “i rapporti bilaterali saranno penalizzati”. Lo ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, nonostante il ricchissimo imam, che in Turchia è proprietario di media e che è leader del partito “Alleanza per i valori condivisi”, abbia sempre negato ogni coinvolgimento e si sia detto disponibile ad andare in Turchia.

La posizione di Washington è tuttavia stata chiara fin da principio, chiedendo agli accusatori, cioè al governo turco, di procurare le prove per incolpare ed estradare l’imam, che si trova a Philadelphia in autosilo dal 1999. Cavusoglu sarà comunque negli Usa a partire da domani.

Tuttavia le cose stanno ben peggio, specie se poste in relazione all’avvicinamento della Russia alla Turchia, per cui è in programma a breve un incontro tra Erdogan e il presidente russo Vladimir Putin: il quotidiano filogovernativo Yeni Safak ha pubblicato oggi a caratteri cubitali che i golpisti sarebbero “stati finanziati con 2 miliardi di dollari”, e che dietro vi sarebbe il generale John F. Campbell, ultimo comandante della missione Isaf della Nato in Afghanistan, a riposo dal 1 maggio 2016. Questi avrebbe avuto incontri segreti nella base di Incirlik, da dove decollati gli aerei cisterna che hanno rifornito in volo i caccia golpisti nella notte tra il 15 e il 16 luglio.

Il denaro – stando al Yeni Safak – sarebbe transitato attraverso 80 conti presso la banca nigeriana United Bank of Africa.