di Giacomo Dolzani –
Sono oltre 50 i morti e centinaia i feriti causati da un attentato contro una festa di matrimonio nella città di Gaziantep, un centro di oltre 1.5 milioni di abitanti nella regione dell’Anatolia sud orientale, situata nella parte meridionale della Turchia, al confine con la Siria.
Il ricevimento per le nozze di una famiglia curda, l’etnia maggioritaria in città, si stava svolgendo all’interno di una sala dove erano presenti centinaia di invitati, quando si è udita una forte deflagrazione: secondo la ricostruzione a compiere l’attentato sarebbe stato un kamikaze, di cui è stata ritrovata la cintura esplosiva e, benché ancora non ci sia stata alcuna rivendicazione, non sembrano esserci dubbi sulla matrice islamista dell’attacco.
Il gesto sarebbe probabilmente una vendetta dello Stato Islamico contro la comunità curda, i cui guerriglieri stanno combattendo, con l’appoggio della coalizione internazionale a guida statunitense, contro l’Isis in Iraq ed in Siria, avanzando ogni giorno sempre più a fondo nei territori controllati dal Califfato.
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha subito accusato lo Stato Islamico, ha espresso anche la propria solidarietà alla popolazione di Gaziantep, una città già in passato colpita da attentati simili di matrice jihadista, affermando che “chi cerca di schiacciare la Turchia e diffondere il terrore non vincerà”, ponendo poi i guerriglieri curdi del Pkk ed i seguaci di Fethullah Gulen, accusato di essere l’artefice del tentato golpe del 15 luglio scorso, sullo stesso piano dei miliziani dello Stato Islamico.
Twitter: @giacomodolzani

