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Tensioni in Turchia, dove le opposizioni denunciano la chiusura o la censura dei propri media da parte delle autorità in vista delle elezioni del 1 novembre: il tribunale di Istanbul ha disposto la sostituzione dei dirigenti del gruppo editoriale Ipek a causa dei presunti legami con l’imam Fethullah Gulen, ex alleato ed ora uno dei principali oppositori del presidente Recep Tayyp Erdogan. Agenti sono entrati nell’edificio scontrandosi con i sostenitori del gruppo Ipek, il quale controlla i canali televisivi Bugun Tv e Kanalturk ed i quotidiani Bugun e Millet.
La polizia è ricorsa ai gas lacrimogeni ed agli idranti per disperdere la folla che manifestava a difesa della sede del gruppo, e sono stati effettuati diversi fermi.
Tarik Toros, direttore di Bugun tv, ha dichiarato che “Questa è una censura dei media per cercare di influenzare le elezioni”; i giornali e le tv del gruppo in passato hanno rilevato la corruzione ed il giro di tangenti che hanno riguardato alcuni ministri, per cui i media dell’Ipek sono finiti sotto la lente dalla magistratura. Tuttavia anche Can Dundar, direttore del quotidiano Cumhuriyet, principale organo di informazione dell’elettorato laico, è sotto processo e rischia addirittura l’ergastolo; la sede del quotidiano Hurriyet, il più importante della Turchia, ha subito due assalti in pochi giorni da parte dei sostenitori dell’Akp, il partito di Erdogan,
Le elezioni anticipate sono arrivate dopo l’impossibilità del premier Ahmet Davutoglu di formare un nuovo governo a seguito delle elezioni del 7 giungo, che avevano per la prima volta visto i curdi dell’Hdp entrare nel Parlamento superando lo sbarramento del 10%, a scapito dell’Akp, il quale ha perso la maggioranza assoluta: nessuno dei due altri partiti presenti in Parlamento, il Partito repubblicano del popolo (Chp) e il partito nazionalista Mhp, hanno accettato di formare un governo con l’Akp di Erdogan.

