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Continuano, seppur su scala minore, le prosteste contro l’esecutivo di Recep Tayyip Erdogan. La polizia antisommossa turca ha lanciato lacrimogeni e azionato gli idranti ieri in tarda serata ad Ankara, per disperdere centinaia di manifestanti anti-governativi. Secondo testimoni oculari e i media locali, sono state arrestate quattro persone. La polizia è intervenuta nel quartiere residenziale di Dikmen, da settimane teatro di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Secondo l’emittente televisiva Ntv, da scenario diventato usuale per le proteste, i manifestanti hanno eretto barricate su un’arteria stradale, bloccando la circolazione, e a quel punto sono intervenute le forze dell’ordine.

La contestazione ad Istanbul, primo motore e cuore delle proteste anti-Erdogan, s’è notevolmente affievolita, mentre le manifestazioni continuano su base quasi quotidiana nella capitale, con puntuali interventi della polizia nella notte. Dall’inizio delle manifestazioni, lo scorso 31 maggio, quattro persone sono rimaste uccise: tre manifestanti e un poliziotto. Circa 8.000 i feriti, secondo l’ultimo bilancio diffuso dall’organizzazione dei medici turchi.