TMNews, 27 giu 12 –
L’Akp, il partito di governo in Turchia, accelera sull’abolizione dei tribunali speciali, titolari dei processi per golpe, e secondo il quotidiano Hurriyet potrebbe passare una norma in tal senso in Parlamento prima della chiusura dei lavori per la pausa estiva, domenica prossima. I tribunali speciali giudicano gli imputati di reati contro l’ordine costituzionale. Oggi sono centinaia le persone a processo in Turchia per partecipazione a presunti colpi di Stato o a organizzazioni terroristiche curde e non è chiaro quale sarebbe il destino dei procedimenti nel caso la norma venisse approvata. In particolare, scrive il quotidiano filogovernativo Zaman, il governo vorrebbe cambiare l’articolo 250 del Codice di procedura penale, che conferisce autorità speciale alle corti e ai magistrati quando si trovano a investigare su criminalità organizzata e tentati colpi di stato. Nelle scorse settimane il viceprermier Bulent Arinc aveva smentito una modifica di questo articolo nel pacchetto giustizia che l’esecutivo si prepara a varare, ma il giorno dopo lo stesso premier Recep Tayyip Erdogan aveva confermato che sta pensando di abolire i tribunali speciali. Ieri una riunione del comitato centrale del partito avrebbe deciso su proposta di Erdogan di inserire l’abolizione dei tribunali nel pacchetto giustizia, scrive Hurriyet che cita una fonte parlamentare anonima. Il premier in passato aveva già espresso dubbi nei confronti dell’operato di questi tribunali. Nel criticare i procuratori speciali Erdogan aveva detto che si comportavano “come un potere differente nello Stato”, aggiungendo che le corti speciali potevano essere molto utili, ma anche dannose, citando le critiche dell’opinione pubblica nei confronti del loro lavoro.
Stando a Hurriyet i tribunali speciali, istituiti dallo stesso governo Erdogan nel 2005, verranno sostituiti da corti regionali, ma non è chiaro che effetti avrà la riforma sui tre maxi processi aperti oggi: il processo per il presunto golpe Balyoz (Martello), in cui 365 di militari, fra cui l’ex capo di Stato Maggiore, sono accusati di aver tentato un colpo di Stato nel 2003 contro il neoeletto Erdogan, il processo, in tre tronconi, contro Ergenekon, organizzazione segreta che avrebbe ordito una strategia della tensione, sempre con l’intento di far cadere il governo Erdogan, e il processo contro il Kck, l’unione delle comunità curde, una presunta super-organizzazione terroristica di cui farebbe parte anche il Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan. Delle centinaia di imputati nei processi per golpe, in carcere da anni in attesa di giudizio, molti sono militari, altri professori universitari, giornalisti e attivisti. I procedimenti anno creato molto dibattito nel paese, perché ritenuti da alcuni veri e propri strumenti nelle mani del premier per sbarazzarsi degli oppositori, in particolare i militari, custodi dello Stato laico fondato da Mustafa Kemal Ataturk e da sempre in polemica con il governo islamico di Erdogan. Zaman sostiene che il premier ha già discusso delle sue intenzioni con Kemal Kilicdaroglu, il capo del Chp, principale partito d’opposizione, che avrebbe dato il suo appoggio all’iniziativa, dichiarando anche pubblicamente che le corti speciali dovrebbero essere abolite.

