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Alle affermazioni di Sigmar Gabriel, vice cancelliere e ministro degli Affari Economici e dell’Energia tedesco, il quale aveva espresso un parere negativo su un futuro ingresso della Turchia nell’Unione Europea, ha risposto oggi Ömer Çelik, ministro per gli Affari Europei del governo di Ankara, il quale ha dichiarato che “l’opinione della Germania non rappresenta quella di Bruxelles”, definendo le idee di Gabriel “dettate dalla paura e basate su criteri non oggettivi ”, paventando quindi per questo possibili pericoli per il futuro dell’Ue.

La reazione del ministro potrebbe fino a qui essere in parte comprensibile se non avesse proseguito con affermazioni che definire deliranti sarebbe un eufemismo: accusando i paesi europei di essere islamofobici ha parlato di “mancanza di democrazia e di pluralità” all’interno dell’Unione, aggiungendo che “se questa è l’Europa unita noi non intendiamo farne parte”, argomentazioni che sfiorano il ridicolo se confrontate con la dittatura liberticida e di ispirazione islamista che il presidente Recep Tayyip Erdogan sta instaurando in Turchia dove, soprattutto dopo il fallito golpe del 15 luglio scorso, si stanno conducendo arresti ed epurazioni in molti settori della pubblica amministrazione e del comparto militare, oltre che contro tutti i giornalisti ed i media scomodi al regime.