di Marco Paganelli –
Nel suo sesto viaggio apostolico, papa Francesco è arrivato a in Turchia: durante il volo ha conversato con i giornalisti ringraziandoli e dandolo loro il benvenuto per il prezioso lavoro che svolgeranno in quanto sarà “un sostegno, un aiuto e un servizio al mondo per fare conoscere questa attività religiosa e umanitaria”.
Giunto ad Ankara ha incontrato il presidente Recep Tayyip Erdogan che gli ha espresso la sua preoccupazione per la rapida crescita dell’islamofobia, richiamando la necessità di estirpare il terrorismo di stato, cioè il regime siriano, l’intolleranza e le discriminazioni soprattutto nei paesi occidentali, generate anche dai pregiudizi religiosi presenti nei mondi islamico e cristiano; il suo interlocutore ha mostrato apprezzamento per gli sforzi attuati dal paese nel soccorrere “così tanti rifugiati provenienti dalle zone di conflitto”.
Bergoglio ha insistito però sull’importanza della libertà religiosa e di espressione, poiché se saranno garantite in modo efficace “stimoleranno il fiorire dell’amicizia diventando un eloquente segno di pace”, di cui vi è urgentemente bisogno, fondato “sul rispetto dei diritti e doveri fondamentali legati alla dignità dell’uomo”; a suo avviso tale strada aiuterà a superare gli stereotipi negativi e a fare emergere sentimenti di stima che avvantaggino tutti i popoli valorizzandone gli aspetti comuni e traendone insegnamenti da quelli divergenti.
Il Santo padre ha aggiunto che “è fondamentale che i cittadini musulmani, ebrei e cristiani, tanto nelle disposizioni di legge quanto nella loro effettiva attuazione godano dei medesimi diritti e doveri”, sottolineando la sua condanna verso il terrorismo e il fondamentalismo in quanto strumentalizzano la fede generando la violenza in nome di Dio, che vuole invece che tutti gli uomini e le donne vivano in pace da fratelli e sorelle.

