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Il ministero degli Esteri di Ankara ha convocato diversi diplomatici europei per protestare contro la loro partecipazione venerdì a Istanbul alla prima sessione del processo contro che vede imputati Can Dundar e Erdem Gul, rispettivamente direttore e caporedattore del Cumhuriyet. Sul diffusissimo giornale era stato pubblicato un ampio servizio, supportato da foto, il quale dimostrava il sostegno della Turchia all’Isis, o meglio, per essere precisi e restare all’accusa, i due avevano rivelato segreti di stato in seguito alla pubblicazione di un’inchiesta che fornirebbe le prove di un presunto traffico di armi tra il governo turco e i jihadisti. Rischiano l’ergastolo.

Già nei giorni scorsi un furente Erdogan si era scagliato contro la presenza dei diplomatici al processo e intervenendo a Istanbul aveva accusato i diplomatici “di violare i confini” e di appoggiare con la loro presenza coloro che vogliono intentare “un colpo si stato”. “Chi vi credete di essere? – aveva aggiunto -. Questo non è il vostro Paese, questa è la Turchia”.

Il presidente turco, ripreso dall’agenzia Anadolu, si è poi scagliato contro “un console generale di un certo Paese, che era presente ad un processo contro un giornalista accusato di spionaggio: dopo essersi fatto un selfie con lui ha anche detto che la Turchia deve decidere che tipo di Paese essere”. Erdogan non ha fatto il nome, ma il console generale britannico Leigh Turner ha postato venerdì il selfie fatto a fianco con l’imputato.

Tra i diplomatici presenti in aula venerdì vi era il console generale ad Istanbul Federica Ferrari, per cui la Farnesina è intervenuta con una nota: “In relazione alla convocazione da parte del Ministero degli Affari Esteri turco di diplomatici europei ad Ankara per protestare contro la partecipazione di alcuni rappresentanti diplomatici e consolari europei alla prima sessione del processo contro i due giornalisti del Cumhuriyet, Can Dundar e Erdem Gul, svoltosi venerdì ad Istanbul, la Farnesina informa che il Console Generale ad Istanbul Federica Ferrari Bravo si è comportato in piena osservanza della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e consolari. La libertà di espressione è di fondamentale importanza per il dibattito politico nel Paese, verso il quale l’interesse dei diplomatici europei è pienamente giustificato alla luce della posizione di Ankara quale Paese candidato all’Unione Europea”.