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Le autorità turche hanno provveduto all’arresto di una ventina di persone ritenute simpatizzanti o vicine all’Isis. La retata è avvenuta nella nota città turistica di Antalya, dove dal 15 al 16 novembre si terrà il G20, che vedrà la partecipazione anche del presidente russo Vladimir Putin e di quello statunitense Barak Obama.

Il capo della diplomazia turca Feridun Sinirlioglu ha comunicato che “nei prossimi giorni” vi sarà una nuova offensiva militare contro i jihadisti dello Stato islamico.

In realtà la Turchia risulta essere molto compromessa sul tema dell’Isis per aver permesso in passato il passaggio di migliaia di “foreign fighter” provenienti dal Nordafrica e dall’occidente, il transito di armi e materiali, come pure di aver acquistato il petrolio contrabbandato dallo Stato Islamico.

Grazie all’insistenza dell’alleato di Washington e comunque solo pochi mesi fa Ankara ha cambiato politica e mercoledì scorso sono stati fermati all’aeroporto della capitale 41 combattenti provenienti dal Marocco, pronti ad unirsi all’Isis.