Ansa – 

Se il governo del premier Recep Tayyip Erdogan non varera’ entro il 15 ottobre le attese riforme per maggiore democrazia e autonomia del Kurdistan turco i ribelli del Pkk romperanno la tregua in vigore da marzo, ha avvertito un dirigente della ‘ala politica’ del gruppo armato curdo, Sabri Ok. In dichiarazioni alla tedesca Deutsche Welle, riferisce la stampa turca, Ok ha avvertito che ”la nostra pazienza ha un limite” e che ”resta poco tempo”. Secondo Ok, la scadenza del 15 ottobre e’ stata fissata dal leader storico del Pkk Abdullah Ocalan detto ‘Apo’ detenuto in isolamento dal 1999 nell’isola carcere di Imrali. Da dicembre Ocalan ha avviato trattative con il governo Erdogan per una soluzione politica del conflitto del Kurdistan turco, che in 30 anni ha fatto oltre 30mila morti, per lo piu’ curdi. ”Se Ankara non fa i passi che deve fare entro il 15 ottobre, il cessate il fuoco sara’ rotto” ha avvertito Ok. Il Pkk ha dichiarato una tregua unilaterale in marzo e in aprile ha avviato il ritiro dal territorio turco verso le basi arretrate nel Nord Iraq dei suoi miliziani. In cambio, secondo i ribelli curdi, Erdogan deve varare riforme politiche che garantiscano un maggiore rispetto della cultura e della lingua curda, una piu’ ampia autonomia del Kurdistan turco, la partecipazione alle elezioni. Il Pkk chiede anche che al termine del processo di pace si proceda alla liberazione di Ocalan, la cui salute – ha detto Ok – e’ ”fragile”.